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Metalli non preziosi


Decorazioni architettoniche di Chiese e palazzi, finiture dei portali, grate, rostre di porte e cancellate testimoniano già nel XV secolo a Firenze la grande fioritura di prodotti in ferro. Nella seconda metà del ‘500, sotto il governo di Cosimo I de’ Medici, le Arti del Ferro (gli spadai, i corazzai, i fabbri, i chiavaioli) sono riunite nell’Arte dei Fabbricanti, che non hanno mai costituzione autonoma, ma dipendono dall’Arte di Por Santa Maria. Per tutto il XV secolo portastendardo, reggi torcia e anelli per legare le cavalcature, i battenti per le porte e le lanterne per l’illuminazione ornano i palazzi signorili. Dopo una produzione caratterizzata da linee pesanti e corpose che si è sviluppata fino alla fine del ‘500, dal XVII al XIX secolo i motivi decorativi richiamano temi naturalistici come fiori e foglie anche se solo con l’avvento del Neoclassicismo le forme lineari, verticali, parallele hanno sostituito i motivi floreali. Per tutto l’ottocento il ferro battuto subisce a Firenze una battuta d’arresto, sia nei motivi decorativi, si anella produzione. La figura del fabbro è relegata al ruolo di semplice esecutore di disegni e idee altrui. L’avvento dello stile Liberty, con simboli e elementi figurativi legati al mondo naturale come frutta e fiori, ma anche pesci e uccelli, consacra definitivamente la produzione febbrile nell’epoca moderna, ritagliando per i fabbri e i maestri di ferro battuto un nuovo spazio dove esercitare la propria creatività.

Oggi la produzione di ferro battuto riguarda per la maggior parte l’arredamento sia di interni che di esterni. Piantane, letti, lampioni, lampade tutti accuratamente realizzati con martellatura a caldo, bullonatura e finitura a cera, sono alcuni esempi di produzione ancora oggi attiva a Firenze.

     
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