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Pittura


Tutti lo sanno: Firenze porta indelebilmente con se la scia di un passato grande. Nonostante la crisi e le nuove frenetiche esigenze della realtà contemporanea, gli echi del passato sono ancora palpitanti in questa città , che li fa rivivere e rigermogliare attraverso le mani dei pittori artigiani che popolano i suoi quartieri. Caratteristica di Firenze è la presenza di scuole, centri, accademie grazie ai quali il sapere artigiano mette in scena quotidianamente la propria dimestichezza e l’entusiasmo di una tradizione secolare, attraendo l’interesse di italiani e stranieri da ogni Paese vicino o lontanissimo. L’Accademia di Belle Arti è l’orgogliosa discendente della trecentesca Compagnia di San Luca e della cinquecentesca vasariana Accademia delle Arti del Disegno, creata da Cosimo I, cui erano iscritti pittori, scultori ed architetti e quanti esercitassero le arti legate al disegno, operando anche per l’istruzione dei giovani artisti. Dal 1706 furono realizzate pubbliche mostre e sin da allora L’Accademia aveva il compito di sovraintendere ogni progetto artistico cittadino esprimendo il proprio parere. Nel 1873 l'Accademia venne distinta in due diversi corpi, il Collegio degli Accademici, cioè l'Accademia delle Arti del Disegno, e l'Istituto d'insegnamento. Con promulgazione del nuovo Statuto con il decreto del Presidente della Repubblica del 1978 , l’Accademia cura tutto quanto concerne la salvaguardia e protezione delle opere d’arte e dei beni storici culturali di tutta la civiltà; essa svolge anche attività di promozione degli studi e delle arti, in collaborazione con altri enti, tra cui l’Università e il Comune di Firenze: cicli di conferenze, presentazione libri e concerti oltre una serie di mostre di pittura, scultura e architettura, nella Sala Esposizioni di Piazza San Marco, con una particolare attenzione verso la contemporaneità.
Qui ha luogo una vicenda senza tempo in cui la gloria altisonante della storia artistica di Firenze è fusa e confusa con la storia piccola e coraggiosa delle mani dei nostri artigiani del pennello. D’altronde i maestri del Quattrocento non avrebbero potuto affermare la loro autonomia professionale senza l’esperienza diretta del lavoro manuale che stava alla base di qualunque realizzazione artistica. Così parlare d’arte a Firenze significa sempre parlare anche di artigianato , ovvero il lavoro esperto e paziente per cui l’uomo interviene sulla materia , trasformandola e nel contempo trasformando se stesso e il mondo.

     
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